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Disprezzo

O

rmai c’è poco da dire, dopo gli editoriali di questi giorni, l’analisi più impietosa e più sincera del Partito Democratico è stata fatta. Gli errori di valutazione politica che hanno portato il gruppo dirigente alle scelte più inverosimilmente sbagliate in Puglia, mettendosi in una posizione in cui non potevano che perdere, i ritardi e gli errori nelle altre regioni… ma c’è qualcosa oltre la politica che mi addolora e che mi colpisce. Mi dispiace dirlo, ma ho perso completamente la stima e la fiducia nei nostri dirigenti nazionali, non solo come politici, ma anche come uomini, come persone.

Vedete, lo so che può sembrare un moralismo da due soldi, ma vengo da una storia in cui chi fa politica è al servizio della gente, dei cittadini ed adegua a questo il suo stile di vita. Nella Circoscrizione di cui sono presidente, a parte io che percepisco una indennità, modesta, ma reale, gli altri consiglieri lavorano gratis e pazientemente gomito a gomito delle persone per cercare di risolvere problemi, aiutare percorsi di vita, facilitare e sostenere chi ha più bisogno. Ed è  per il loro impegno che mi sento in obbligo di fare sempre qualcosa di più e che tutti quanti, credo, stiamo facendo un buon lavoro.

Sono contenta, a volte la sera, al freddo, a riscaldamento ormai spento, nella nostra sede vecchiotta ed umida, mi scalda il cuore sentirmi  a casa….tra brave persone, tra gente perbene.

Allora provo vergogna per chi dimentica questo modesto impegno che ha fatto grande la nostra politica, dimentica la domenica di ottobre in cui abbiamo votato, tenendo aperti i seggi dalle 6 a mezzanotte, dimentica le campagne elettorali, i porta a porta, i volantinaggi. 

Così disprezzo non solo Delbono, ma anche il gruppo dirigente che lo ha espresso. Lo disprezzo perché nel suo arrogante maschilismo si è permesso di portare la propria amante a fare da segretaria mischiando così il personale e l’amministrazione. Non è un reato, certo, ma è un comportamento non etico e non corretto. Disprezzo un segretario nazionale che è partito 20 giorni per gli Stati Uniti nel momento in cui si delineavano le scelte per le regionali, mentre la capogruppo del Piddì della mia Circoscrizione ha passato le sue ferie a friggere il pesce alla festa del Piddì, disprezzo l’arroganza di D’Alema che ha non ha capito il radicamento popolare di Vendola e che continuando a confondere il paese reale con suoi teoremi politicistici ci sta portando alla rovina. Ed io per Bersani mi ero espressa convinta al congresso.

Ci avete rovinato signori cari. Non so cosa avrete parlato oggi alla direzione nazionale, ma vi chiedo: piegate il capo, mettetevi a lavorare con umiltà e dedizione lasciando un attimo indietro ambizioni personali. Mettetevi 6 mesi, almeno 6 mesi a lavorare con umiltà ed altruismo. Ma è davvero chiedere troppo? 

Pubblicato il 25/1/2010 alle 21.46 nella rubrica Diario.

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