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Delle noie e delle gioie

Mi è successa una cosa un po' incredibile nella sua estrema banalità mi sono bruciata, mentre scolavo la pasta, una pugnetta è scivolata e via, la pentolona bollente minacciava di precipitare in terra, ho tentato un recupero, ho salvato la pentola ma non sono riuscita a fermare uno schizzo di acqua bollente che mi ha preso la gamba.

Incredibile come ci si possa fare male in un modo così banale, facendo le solite cose quotidiane, ma anche qui, le statistiche ci chiappano e ci confermano che siamo in buona compagnia, così sono restata a casa tutta la settimana a riposarmi la ferita, come consigliato dai dottori, e tra telefonate e email, ho letto.

Quando si può avere tempo libero si approfitta per fare davvero cosa si vuole e così mi sono dedicata fino a saturarmi un po' a Jane Austen e alle sue tenere eroine domestiche, in fondo pure io dovevo celebrare e curare una ferita tutta casalinga, cosa meglio della nebbiosa campagna inglese, di tè e pranzi e villini e carrozze?

Stamani poi abbiamo celebrato l'inverno finalmente arrivato preparando una minestra di cavolo, o minestra di pane o ribollita. Il figlio grande ha questa passione cuciniera e ci siamo dedicati a questo piatto, fagioli prima ammollati e stamani cotti, soffritto, cavolo verza, cavolo nero e verdure, pomodori, pane raffermo. Adesso guardo nevicare, con la pancina un po' piena, l'umore sereno e la voglia di non perdere più altro tempo. Ho lasciato le signorine Dashwood in una situazione molto critica, vorrei vedere Marianne perfettamente ristabilita e Elinor finalmente in procinto di sapere i veri desideri del Sig. Edward circa la sua futura moglie prima di sera.

Sembra banale, ma come l’acqua bollente delle pentole, non sottovalutate mai Jane Austen…..

A presto!

 

 

 

Pubblicato il 22/12/2009 alle 0.7 nella rubrica Diario.

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