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Donne disponibili a buona politica

Eccoci qua, questo è un articolo che oggi pubblica l'Unità di un gruppo di donne livornesi di solidarietà a RosY Bindi e a tutte noi che davvero non ci meritiamo un capo del Governo così cafone.

Stiamo lavorando ad un piccolo appuntamento livornese delle donne della mozione Bersani proprio sulla questione della dignità delle donne. Pensiamo che parlare di donne voglia dire oggi per la politica fare i conti su innovazione, modernità, vera democrazia.

Vi saluto e scappo, oggi la festa organizzata dalla Circoscrizione 1 nel quartiere Sorgenti.. se siete in zona passate, è bellina  e piena di cose.

A presto!

p.s. Davvero presto, quante cose ci sarebbero da raccontare!

 

 

E' bastato che una donna come Rosy Bindi, dirigente politica di primo piano del PD, ex Ministro e Vicepresidente della Camera dei Deputati, osasse interrompere Berlusconi a Porta a Porta per far emergere, attraverso le parole del premier "più bella che intelligente", tutta la volgarità del pensiero berlusconiano sulle donne, ispirato da una visione malata e strumentale e da un rapporto distorto con le donne e con il potere.

E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Da mesi, infatti, vanno avanti, in varia forma, attacchi indecorosi contro le donne italiane, che ogni giorno sono addirittura costrette a difendere il diritto primario  ad essere rispettate come persone, prima ancora che ad essere valorizzate come sarebbe utile per loro, per il Paese e la sua modernizzazione.

Non c'è dubbio, infatti, e tutti i dati lo dicono, che le donne sono brave, più brave degli uomini, a scuola, all'Università, nel lavoro.  E se problemi per loro  vi sono, e sono tanti, è perché l'Italia è un Paese "vecchio" che non è riuscito a fare le riforme necessarie per risolvere quella questione, divenuta ormai antica e che, qualche tempo fa, si chiamava "questione di genere" che significa superare il divario fra i talenti delle donne e le loro condizioni reali di vita e di lavoro e che si chiamano, in molti casi, disoccupazione femminile, licenziamenti per gravidanza, carenza di servizi per le famiglie e per le donne con figli, difficoltà a far carriera e ad assurgere ad alti incarichi.

Problemi enormi  la cui soluzione non può più essere rinviata e che necessitano di nuove politiche, lontane anni luce dalla rozzezza della cultura del premier e dalla sua ispirazione  "velinara" che contrasta con quello che sta accdendo nel mondo.

E' di questi giorni, la Conferenza Mondiale di Praga delle donne professioniste e dirigenti.

In questi giorni, a Stoccolma, l'Accademia di Svezia ha assegnato il premio Nobel che è considerato il massimo riconoscimento scientifico culturale planetario a 4 donne impegnate nel campo della letteratura, della medicina, della chimica. 

Alcune donne italiane, su un giornale hanno così intitolato un loro articolo  "Dall'Italia velinara al Pantheon in rosa: ci divide un abisso". Nessu'altra sintesi potrebbe essere più appropriata.

 

Lucia Nappi

Anna Maria Biricotti

Giovanna Colombini

Paola Bernardo

Alessandra Del Bravo

Daniela Bartalucci

Donatella Fornaciari

Laura Marconcini

Alessandra Calcagno

Dinora Mambrini-

Edy Simonini

Marina Vivaldi

Paola Volpi

 

 

Pubblicato il 11/10/2009 alle 14.40 nella rubrica Diario.

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