Blog: http://danielabartalucci.ilcannocchiale.it

Le donne, il PD e il peso di una sconfitta

 

Oggi abbiamo fatto una riunione in Comune, noi Presidenti di Circoscrizione e con il Vice Sindaco, che ha la delega al decentramento. Una chiacchierata a ruota libera sui problemi incontrati in questo inizio di mandato, sul disegno di legge Calderoli che di fatto ci detta un termine di vita (politicamente, per fortuna solo politicamente!!!) informale ma molto produttiva, pacata, costruttiva e anche contenuta nei tempi, non più di un paio d’ore.

Verso la fine mi sono accorta che era una riunione perfettamente paritaria, tre donne (due Presidenti, Monica e io, la Vice Sindaco) tre uomini (gli altri tre Presidenti). Non so se è vero ma mi ha fatto piacere pensare che una parte del benessere e della soddisfazione (quando si impiega bene il proprio tempo ci si sente bene, no?) fosse dovuta al fatto che eravamo in un luogo di reale democrazia paritaria.

A Livorno abbiamo una Giunta 50 e 50, 2 Presidenti di Circoscrizione su 5 donne, un Consiglio Comunale con circa il 30% di donne. Non è poco, se lo raffrontiamo al desolante panorama politico, non è poco se lo raffrontiamo al desolante spettacolo che sul fronte del genere sta dando il Partito Democratico. Nessuna candidata alla Segreteria nazionale, solo quattro o cinque candidate alla carica di Segretario regionale e vedrete come andrà a finire. Non esiste più in organismo di donne, non si sente più la voce delle donne dentro il partito nonostante l’impegno di Vittoria Franco, non c’è più una sponda per i bisogni, le speranze, le lotte delle donne.

Credo che un segnale, un sintomo della crisi della politica sia anche questo nostro arretrare dal terreno della battaglia politica. Abbiamo colpe personali e collettive di questa situazione, più di noi le hanno  i dirigenti uomini che hanno avuto paura dell’autonomia delle donne, che hanno temuto che parlare di diritti civili e di laicità, di parità e di liberazione femminile avrebbe reso il già difficile terreno di mediazione politica dentro il Partito Democratico ancora più scivoloso.

Non c’è stato coraggio di investire sulle donne, su di un progetto collettivo di intelligenza e di elaborazione, si è preferito sceglierne e farne emergere ogni tanto qualcuna, così anche per tappare la bocca alle altre e per creare dei piccoli mostri a servizio dell’immagine (vedi varie Madie e Serracchiani).

E mi dispiace dirlo, un arretramento arriva anche nella nostra Toscana, dove si approva una legge elettorale che consente una riduzione dei Consiglieri Regionali, cosa utile, ma che elimina qualsiasi reale effettivo strumento di riequilibrio della rappresentanza. Vogliamo scommettere come andrà a finire?

Quando guardo alle battaglie delle donne nel mondo, al coraggio di chi spesso paga con la vita, con ferite e soprusi subiti sul proprio corpo, con la prigionia e l’esilio un’idea di libertà e di soggettività femminile, mi sento più povera e più vinta di loro, in questa Italia in cui la nostra dignità è tutti i giorni calpestata.

Sono molto dura, lo so. So anche che le donne ci sono, si sono ritagliate uno spazio nelle professioni, nel lavoro, nella politica in molte stanno facendo le amministratrici, come sta succedendo a Livorno, ad esempio. So anche però che abbiamo perso una battaglia, nonostante il nostro impegno e il nostro valore. Ora ripartiamo con i congressi. Ho messo sul blog il documento di Vittoria, ho aderito, ma sento che senza uno scatto, una scossa le cose non miglioreranno. Speriamo di ritrovare voglia e motivazioni.

A presto!

Pubblicato il 3/8/2009 alle 23.55 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web