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danielabartalucci
Quella che potrebbe essere una grande possibilità.........


Diario


6 marzo 2012

Pamela




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11 febbraio 2012

Tenessi i bimbi

 

  Emergenza freddo in tutta Italia, tutta Europa anzi!!! Neve, freddo, burian e blizzard si sommano a crisi economica e all'altalena degli spread, al blocco degli stipendi e alle tasse, al lavoro precario e alla disoccupazione. Pure l'illusione delle vacanze spensierate e dei templi del divertimento naufraga tristemente davanti agli scogli minacciando di sporcare irrimediabilmente il nostro mare peraltro già  rallegrato dai bidoni tossici.

Il Presidente del Consiglio va da Obama e per fortuna ci rasserena un po', anche se le sue rassicurazioni sono più gelide dei venti siberiani: patirete, pagherete solo così forse ve la caverete!!!!

Da un po' di tempo il figlio liceale appare puntuale a tutti i telegiornali. Sono contenta di questo suo interesse per le sorti del mondo, immagino che sia colpito dal successo di Monti con Obama, preoccupato dalle oscillazioni dello spread, che sia indignato per le esternazioni sul lavoro fisso, che tema per il rischio del caro benzina o del fatto che per il gelo non si troveranno più carciofi. E la nave? Questo emblema del naufragio dei sogni a buon mercato che rischia di inquinare le nostre estati? (siamo lontano ma non troppo!!!) e che aggiunge pena al problema non risolto dei bidoni tossici affondati in mare davanti a Gorgona sicuramente lo colpisce.

Ieri ha sentito che iniziava il telegiornale, nuova allerta meteo.....arriva in ritardo, trafelato e domanda speranzoso: Rinevica? Ma non è che hanno detto che c'è l'obbrigo di tenessi a casa i bimbi?!



 




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9 febbraio 2012

Miseria e nobiltà

Non mi ricordo se l'ho già detto, ma quello che mi colpisce di più della mia esperienza di Presidente a termine di circoscrizione è il fatto di trovarmi così spesso tra quelle che comunemente diciamo "brave persone". Forse nell'accezione comune il termine acquista un dato leggermente diminutivo, la brava persona è anche sempliciotta, buona ma facilmente abbindolabile. No, non è così le persone che ho conosciuto e con cui ho la fortuna di lavorare sono pure scaltre e abbastanza scafate, però sono persone che hanno a cuore la cosa comune, hanno a cuore fare qualcosa per la città oppure una passione o un talento da mettere disposizione. 
Oggi ho incontrato nell'ordine Laura e Andrea dell'associazione giovani con diabete, genitori di bambini che hanno questa patologia e che si sono rimboccati le maniche e hanno messo le loro esperienze a disposizione di altre famiglie. Abbiamo messo in programma iniziative, una partita di pallone di beneficenza, la donazione al reparto di pediatria di Livorno del ricavato dalle feste di Natale, una serie di incontri per la prevenzione del diabete giovanile.
Renata invece è una ottima musicista, un talento, donna minuta e coltissima che, insieme ad un gruppo di musiciste ha messo su una piccola associazione ed è venuta a proporci una serie di incontri di ascolto guidato della musica. Incontri che faremo nel nostro bellissimo auditorium, che i primi di marzo dedicheremo a Pamela.
Intanto al secondo piano il gruppetto degli appassionati di Linux preparava le lezioni per gli insegnanti e il programma incontri sull'informatica che faremo al centro civico nei prossimi mesi.
Tutti volontari, tutti a fare proposte, voglia di fare. E metteteci poi i consiglieri, uno che sta lì a tenere aperto il centro civico fino a che le ragazze del corso di fotografia non hanno finito, un'altro che mi chiama per raccontarmi dei sopralluoghi nei quartieri fatti sui vari problemi durante la mattina, un'altro che segue pensa tante belle iniziative da fare nelle scuole.
Penso a queste persone, penso al privilegio di aver potuto conoscere questa realtà, penso alla miseria di certa politica, ai soldi rubati mese dopo mese da Lusi alle buona politica per comprarsi case sempre più belle, sempre più vuote. Peccato, Lusi affondando la politica non ha affondato solo se stesso, ma anche noi, che invece abbiamo ancora a cuore il bene comune. Il danno non sono solo i 15 milioni rubati......è molto di più, è aver contribuito a far perdere credibilità a chi invece la credibilità se la conquista giorno dopo giorno tra la gente lavorando sodo. Questo è il vero crimine!!!!
A presto!!!!




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8 giugno 2011

VALERIO

Sono giorni divertenti ed appassionanti. Con la primavera tornano le feste nei quartieri, A Shangay, tra Fantasia e Realtà abbiamo visto una intelligente recita sulle fiabe, vista dal punto di vista delle Streghe! Mentre la sera le donne del Punto Incontro Donna hanno fatto uno spettacolo sulle donne d’Italia, con musiche, letture di poesie e bellissimi abiti che rievocavano atmosfere lontane.

Ieri invece a Corea canti e musiche e poi sport con il basket degli Amici di tutti e musica con la Banda di Corea mentre Pio organizzava una estemporanea lotteria.

Valerio Virgili è con noi, si chiacchera, si ride, si guardano i ragazzini fare canestro. Valerio è sempre attento sulle cose della città e dei quartieri, pronto a dare suggerimenti e a dare una mano.

“Come sei bravo Valerio – faccio io – sei uno che riesce a dare coraggio e motivazione anche nei momenti difficili!”

“Cara Dani – fa lui tra lo scherzoso e il serio, troppo serio – a volte però è anche tanta fatica e mi rompo anche un po’ le scatole!”

Stamani invece all’Isis Niccolini Palli sono stati presentati i progetti realizzati con il contributo della Provincia sull’integrazione con i ragazzi disabili. Musica, balletti, recite, poesie. No guardate non ho visto la differenza tra chi portava un handicap e chi no. Straordinario, bellissimi adolescenti pieni di vita, di passione, di voglia di fare. E bravi i professori e le professoresse che hanno aiutato e supportato questi progetti.

Affrontare l’handicap senza pietismo, senza illusioni che i problemi, le difficoltà non ci siano, ma pensando davvero che un altro modo di vivere la disabilità è possibile. Stamani ho ripensato a Valerio, alla sua schiettezza, al suo diritto di dire anche: guarda che comunque dietro al mio sorriso, al mio buonumore c’è dolore e anche fatica e anche determinazione e conquiste, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto.

E’ bello stare da questa parte, fare queste cose con queste persone, è un privilegio.

A presto!




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27 gennaio 2011

Il sorriso di un medico

Vi ricordate lo scorso anno, quando mi bruciai banalmente un gamba con l’acqua della pasta? Con cure e riposo, la cicatrice coccolata e sorvegliata durante l’estate dalle scottature improvvide, adesso piano piano si accinge a scomparire. In questi giorni questa vecchia storia mi è venuta a mente, nel ricordo e nel rimpianto di un amico.

Un po’ disperata dal dolore, e dalla mia intemperanza,  ricorsi allora ai consigli e alle cure di un medico amico, una gentile e sorridente persona che con garbo e competenza si occupò della mia banale, ma non troppo, ferita, mi impose il riposo e soprattutto mi prodigò delle cure per me miracolose, garzine che mi portavano sollievo, pomatine e consigli.

Sorrideva di me, Massimo Ceccarini, sorrideva di sé e di noi livornesi e mentre mi consolava un po’ mi raccontava una storiella forse vera, forse inventata lì per lì.

“Vedi, ti ho messo delle garze sperimentali, si chiamano cure avanzate. Ora però non mi dire come quel tizio che mentre gli facevo queste medicazioni mi fece: oh dottore, macché avanzate, a me, me le deve dà belle nove le fasciature!”

Caro Massimo, com’è crudele e ingiusto che tu non ci sia più, com’è triste adesso ricordare il tuo sorriso, la tua signorilità, la tua voglia di vivere. In tanti ti hanno ricordato e in tanti ti porteremo nel cure, avevo voglia di lasciare anche io un piccolo ricordo in questo mare nostro che è adesso la rete.

Con tante e tanti ci incontriamo, lavoriamo, camminiamo fianco a fianco, facciamo battaglie, condividiamo impegni e tempo libero. Ci illudiamo di essere eterni, basta poco per ricordarci che non lo siamo e che è importante, ogni giorno fare dono di noi, con una parola gentile, con un sorriso per non fare passare nell’indifferenza le giornate. Come a te riusciva così bene.

A presto!




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19 ottobre 2010

Di nuovo autunno

Di nuovo autunno, il tempo scivola velocissimanente. Da quando sono presi in effetti ho trascurato parecchio questo blog, e pensare invece che ci sarebbe tanto da raccontare... proviamo a riprendere.. martedì prossimo inauguriamo la nuova sede della Circoscrizione in Corea, quartiere popolare di Livorno (uno dei mitici Quartieri Nord) attraversato negli anni da profondi cambiamenti.
Vi racconterò, prometto, una delle prossime sere.
A presto!




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6 maggio 2010

Tenere pulito porta più fortuna

Oggi abbiamo presentato in Circoscrizione il nostro primo video. Eh sì, siamo diventati produttori. Grazie alla bravura e alla professionalità di due giovani attori dilettanti Valerio Rolla e Mariangela Ghelli e di un bravissimo videomaker e regista Riccardo Vitiello, che si sono prestati all'avventura, abbiamo realizzato una piccola chicca, un corto che intende convincere i padroni dei cani a raccogliere...... le produzioni dei loro amici a 4 zampe.
Così la nostra preziosa televisione locale presenterà per un mese questi passaggi televisivi, garbati ed ironici, invitandoci ad essere bravi cittadini e a tenere puliti parchi, strade, aiuole e giardini.
Spero che vi piacciano e soprattutto che ci aiuti tutti ad essere bravi cittadini.
Come vedete a fare i presidenti di circoscrizione si fanno un sacco di cose, mica è merito mio, ho trovato un sacco di persone brave, intelligenti, appassionate e disinteressate. Una bella fortuna, se vedete i video fatemi sapere se vi sono piaciuti. 
A presto!




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14 aprile 2010

siviglia

Perché ossessivo ritorna il ricordo di epoche lontane? Di antichi dolori e di tenera compassione e ancora l'ansia
di non riuscire tutto a comprendere e tutto a riannodare? Chi sono stata io in un'altra vita? una concubina infelice in un harem? una cornacchia gracidante negli aranceti? un bachino della terra grassa e fertile? un sasso gelato nel freddo della notte e arroventato dal sole.? No, è sollievo sapere di tornare sasso tra i sassi e sabbia tra la sabbia, alla fine del viaggio. Fortunato chi ha lo ha capito e ha trovato le parole per raccontarlo, perché ha avuto la pienezza della vita e dell'attimo.
A presto!




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2 febbraio 2010

Tristezza

Da poco ci eravamo trovati, grazie anche fb, ma soprattutto a qualcuno che tenacemente ha tenuto annodati i fili per tanti anni, una cena, un'altra, alcuni incontri per stare insieme, vecchi compagni di classe a ridere delle battute di allora, contenti della vita, che con le sue piccole amarezze non ci ha fatto ancora perdere la bella sensazione di essere ancora in corsa, giovani, con la vita tra le mani.
Adesso una di noi, una amica antica da poco ritrovata, ci ha lasciati, in silenzio, senza farci nemmeno sapere del suo male.
Forse la più fragile, forse la più sola... chissà. Stasera un ricordo triste e un grande abbraccio....con la piccolissima gioia di un'ultima risata insieme.
A presto!




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25 gennaio 2010

Disprezzo

O

rmai c’è poco da dire, dopo gli editoriali di questi giorni, l’analisi più impietosa e più sincera del Partito Democratico è stata fatta. Gli errori di valutazione politica che hanno portato il gruppo dirigente alle scelte più inverosimilmente sbagliate in Puglia, mettendosi in una posizione in cui non potevano che perdere, i ritardi e gli errori nelle altre regioni… ma c’è qualcosa oltre la politica che mi addolora e che mi colpisce. Mi dispiace dirlo, ma ho perso completamente la stima e la fiducia nei nostri dirigenti nazionali, non solo come politici, ma anche come uomini, come persone.

Vedete, lo so che può sembrare un moralismo da due soldi, ma vengo da una storia in cui chi fa politica è al servizio della gente, dei cittadini ed adegua a questo il suo stile di vita. Nella Circoscrizione di cui sono presidente, a parte io che percepisco una indennità, modesta, ma reale, gli altri consiglieri lavorano gratis e pazientemente gomito a gomito delle persone per cercare di risolvere problemi, aiutare percorsi di vita, facilitare e sostenere chi ha più bisogno. Ed è  per il loro impegno che mi sento in obbligo di fare sempre qualcosa di più e che tutti quanti, credo, stiamo facendo un buon lavoro.

Sono contenta, a volte la sera, al freddo, a riscaldamento ormai spento, nella nostra sede vecchiotta ed umida, mi scalda il cuore sentirmi  a casa….tra brave persone, tra gente perbene.

Allora provo vergogna per chi dimentica questo modesto impegno che ha fatto grande la nostra politica, dimentica la domenica di ottobre in cui abbiamo votato, tenendo aperti i seggi dalle 6 a mezzanotte, dimentica le campagne elettorali, i porta a porta, i volantinaggi. 

Così disprezzo non solo Delbono, ma anche il gruppo dirigente che lo ha espresso. Lo disprezzo perché nel suo arrogante maschilismo si è permesso di portare la propria amante a fare da segretaria mischiando così il personale e l’amministrazione. Non è un reato, certo, ma è un comportamento non etico e non corretto. Disprezzo un segretario nazionale che è partito 20 giorni per gli Stati Uniti nel momento in cui si delineavano le scelte per le regionali, mentre la capogruppo del Piddì della mia Circoscrizione ha passato le sue ferie a friggere il pesce alla festa del Piddì, disprezzo l’arroganza di D’Alema che ha non ha capito il radicamento popolare di Vendola e che continuando a confondere il paese reale con suoi teoremi politicistici ci sta portando alla rovina. Ed io per Bersani mi ero espressa convinta al congresso.

Ci avete rovinato signori cari. Non so cosa avrete parlato oggi alla direzione nazionale, ma vi chiedo: piegate il capo, mettetevi a lavorare con umiltà e dedizione lasciando un attimo indietro ambizioni personali. Mettetevi 6 mesi, almeno 6 mesi a lavorare con umiltà ed altruismo. Ma è davvero chiedere troppo? 




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22 dicembre 2009

Delle noie e delle gioie

Mi è successa una cosa un po' incredibile nella sua estrema banalità mi sono bruciata, mentre scolavo la pasta, una pugnetta è scivolata e via, la pentolona bollente minacciava di precipitare in terra, ho tentato un recupero, ho salvato la pentola ma non sono riuscita a fermare uno schizzo di acqua bollente che mi ha preso la gamba.

Incredibile come ci si possa fare male in un modo così banale, facendo le solite cose quotidiane, ma anche qui, le statistiche ci chiappano e ci confermano che siamo in buona compagnia, così sono restata a casa tutta la settimana a riposarmi la ferita, come consigliato dai dottori, e tra telefonate e email, ho letto.

Quando si può avere tempo libero si approfitta per fare davvero cosa si vuole e così mi sono dedicata fino a saturarmi un po' a Jane Austen e alle sue tenere eroine domestiche, in fondo pure io dovevo celebrare e curare una ferita tutta casalinga, cosa meglio della nebbiosa campagna inglese, di tè e pranzi e villini e carrozze?

Stamani poi abbiamo celebrato l'inverno finalmente arrivato preparando una minestra di cavolo, o minestra di pane o ribollita. Il figlio grande ha questa passione cuciniera e ci siamo dedicati a questo piatto, fagioli prima ammollati e stamani cotti, soffritto, cavolo verza, cavolo nero e verdure, pomodori, pane raffermo. Adesso guardo nevicare, con la pancina un po' piena, l'umore sereno e la voglia di non perdere più altro tempo. Ho lasciato le signorine Dashwood in una situazione molto critica, vorrei vedere Marianne perfettamente ristabilita e Elinor finalmente in procinto di sapere i veri desideri del Sig. Edward circa la sua futura moglie prima di sera.

Sembra banale, ma come l’acqua bollente delle pentole, non sottovalutate mai Jane Austen…..

A presto!

 

 

 




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11 ottobre 2009

Donne disponibili a buona politica

Eccoci qua, questo è un articolo che oggi pubblica l'Unità di un gruppo di donne livornesi di solidarietà a RosY Bindi e a tutte noi che davvero non ci meritiamo un capo del Governo così cafone.

Stiamo lavorando ad un piccolo appuntamento livornese delle donne della mozione Bersani proprio sulla questione della dignità delle donne. Pensiamo che parlare di donne voglia dire oggi per la politica fare i conti su innovazione, modernità, vera democrazia.

Vi saluto e scappo, oggi la festa organizzata dalla Circoscrizione 1 nel quartiere Sorgenti.. se siete in zona passate, è bellina  e piena di cose.

A presto!

p.s. Davvero presto, quante cose ci sarebbero da raccontare!

 

 

E' bastato che una donna come Rosy Bindi, dirigente politica di primo piano del PD, ex Ministro e Vicepresidente della Camera dei Deputati, osasse interrompere Berlusconi a Porta a Porta per far emergere, attraverso le parole del premier "più bella che intelligente", tutta la volgarità del pensiero berlusconiano sulle donne, ispirato da una visione malata e strumentale e da un rapporto distorto con le donne e con il potere.

E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Da mesi, infatti, vanno avanti, in varia forma, attacchi indecorosi contro le donne italiane, che ogni giorno sono addirittura costrette a difendere il diritto primario  ad essere rispettate come persone, prima ancora che ad essere valorizzate come sarebbe utile per loro, per il Paese e la sua modernizzazione.

Non c'è dubbio, infatti, e tutti i dati lo dicono, che le donne sono brave, più brave degli uomini, a scuola, all'Università, nel lavoro.  E se problemi per loro  vi sono, e sono tanti, è perché l'Italia è un Paese "vecchio" che non è riuscito a fare le riforme necessarie per risolvere quella questione, divenuta ormai antica e che, qualche tempo fa, si chiamava "questione di genere" che significa superare il divario fra i talenti delle donne e le loro condizioni reali di vita e di lavoro e che si chiamano, in molti casi, disoccupazione femminile, licenziamenti per gravidanza, carenza di servizi per le famiglie e per le donne con figli, difficoltà a far carriera e ad assurgere ad alti incarichi.

Problemi enormi  la cui soluzione non può più essere rinviata e che necessitano di nuove politiche, lontane anni luce dalla rozzezza della cultura del premier e dalla sua ispirazione  "velinara" che contrasta con quello che sta accdendo nel mondo.

E' di questi giorni, la Conferenza Mondiale di Praga delle donne professioniste e dirigenti.

In questi giorni, a Stoccolma, l'Accademia di Svezia ha assegnato il premio Nobel che è considerato il massimo riconoscimento scientifico culturale planetario a 4 donne impegnate nel campo della letteratura, della medicina, della chimica. 

Alcune donne italiane, su un giornale hanno così intitolato un loro articolo  "Dall'Italia velinara al Pantheon in rosa: ci divide un abisso". Nessu'altra sintesi potrebbe essere più appropriata.

 

Lucia Nappi

Anna Maria Biricotti

Giovanna Colombini

Paola Bernardo

Alessandra Del Bravo

Daniela Bartalucci

Donatella Fornaciari

Laura Marconcini

Alessandra Calcagno

Dinora Mambrini-

Edy Simonini

Marina Vivaldi

Paola Volpi

 

 




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9 settembre 2009

Segnali dalla tribù

Con la fine dell'estate e l'inizio della campagna congressuale qualcosa di muove anche sul fronte donne Piddì. Così c'è stato l'incontro di Siena, molto partecipato promosso da Susanna Cenni e da un gruppo di democratiche senesi (importante perchè ci segnala una ripresa unitaria di discussione e confronto),  domani giovedì ci sarà l'incontro delle democratiche che sostengono Franceschini a Roma, venerdì con un gruppetto di democratiche che si riconoscono in Toscana nella mozione Bersani ci incontriamo a Livorno.

Piccole cose, ma sono importanti segnali, anche per provare poi, finiti i congressi, a rimettere in piedi una rete, un luogo di confronto e di discussione che sappia dare coraggio e sostegno alle tante donne che guardano al Piddì ancora con fiducia e speranza.

La tribù, malconcia e un sempre un po' più affaticata, è comunque ancora in piedi e bellicosa, coraggio donne!

A presto!




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3 agosto 2009

Le donne, il PD e il peso di una sconfitta

 

Oggi abbiamo fatto una riunione in Comune, noi Presidenti di Circoscrizione e con il Vice Sindaco, che ha la delega al decentramento. Una chiacchierata a ruota libera sui problemi incontrati in questo inizio di mandato, sul disegno di legge Calderoli che di fatto ci detta un termine di vita (politicamente, per fortuna solo politicamente!!!) informale ma molto produttiva, pacata, costruttiva e anche contenuta nei tempi, non più di un paio d’ore.

Verso la fine mi sono accorta che era una riunione perfettamente paritaria, tre donne (due Presidenti, Monica e io, la Vice Sindaco) tre uomini (gli altri tre Presidenti). Non so se è vero ma mi ha fatto piacere pensare che una parte del benessere e della soddisfazione (quando si impiega bene il proprio tempo ci si sente bene, no?) fosse dovuta al fatto che eravamo in un luogo di reale democrazia paritaria.

A Livorno abbiamo una Giunta 50 e 50, 2 Presidenti di Circoscrizione su 5 donne, un Consiglio Comunale con circa il 30% di donne. Non è poco, se lo raffrontiamo al desolante panorama politico, non è poco se lo raffrontiamo al desolante spettacolo che sul fronte del genere sta dando il Partito Democratico. Nessuna candidata alla Segreteria nazionale, solo quattro o cinque candidate alla carica di Segretario regionale e vedrete come andrà a finire. Non esiste più in organismo di donne, non si sente più la voce delle donne dentro il partito nonostante l’impegno di Vittoria Franco, non c’è più una sponda per i bisogni, le speranze, le lotte delle donne.

Credo che un segnale, un sintomo della crisi della politica sia anche questo nostro arretrare dal terreno della battaglia politica. Abbiamo colpe personali e collettive di questa situazione, più di noi le hanno  i dirigenti uomini che hanno avuto paura dell’autonomia delle donne, che hanno temuto che parlare di diritti civili e di laicità, di parità e di liberazione femminile avrebbe reso il già difficile terreno di mediazione politica dentro il Partito Democratico ancora più scivoloso.

Non c’è stato coraggio di investire sulle donne, su di un progetto collettivo di intelligenza e di elaborazione, si è preferito sceglierne e farne emergere ogni tanto qualcuna, così anche per tappare la bocca alle altre e per creare dei piccoli mostri a servizio dell’immagine (vedi varie Madie e Serracchiani).

E mi dispiace dirlo, un arretramento arriva anche nella nostra Toscana, dove si approva una legge elettorale che consente una riduzione dei Consiglieri Regionali, cosa utile, ma che elimina qualsiasi reale effettivo strumento di riequilibrio della rappresentanza. Vogliamo scommettere come andrà a finire?

Quando guardo alle battaglie delle donne nel mondo, al coraggio di chi spesso paga con la vita, con ferite e soprusi subiti sul proprio corpo, con la prigionia e l’esilio un’idea di libertà e di soggettività femminile, mi sento più povera e più vinta di loro, in questa Italia in cui la nostra dignità è tutti i giorni calpestata.

Sono molto dura, lo so. So anche che le donne ci sono, si sono ritagliate uno spazio nelle professioni, nel lavoro, nella politica in molte stanno facendo le amministratrici, come sta succedendo a Livorno, ad esempio. So anche però che abbiamo perso una battaglia, nonostante il nostro impegno e il nostro valore. Ora ripartiamo con i congressi. Ho messo sul blog il documento di Vittoria, ho aderito, ma sento che senza uno scatto, una scossa le cose non miglioreranno. Speriamo di ritrovare voglia e motivazioni.

A presto!




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31 luglio 2009

CIGOLI

 

Una giornata calda d’estate una bambina giocava sulle sponde dell’Egola, cercando un po’ di frescura e rincorrendo sogni e fantasticherie, un piedino le scivolò e la bambina cadde nell’acqua e annegò. Grande fu la disperazione della mamma, accorsa subito e alte si levarono le grida, la povera donna aveva già perso due figli, a stento la trattennero dall’annegarsi lei stessa. Tra l’angoscia e la concitazione dei presenti non fu facile capire come accadesse che una donna, tra gli accorsi, riuscisse ad avvicinare il corpicino, a tirarlo in salvo e ad adagiarlo quieto sulla riva. Appena fu stesa sull’erba la bambina aprì gli occhi e gettò le piccole braccia al collo della mamma. Sollevando gli occhi pieni di lacrime la mamma guardò la sua salvatrice: “Chi sei signora? Dove ti posso incontrare?” “Non è difficile, sono Maria di Cigoli, abito tra Rocco e Michele”.

Nessuna donna a Cigoli però assomigliava alla donna del fiume, la madre allora si recò dal Preposto a raccontare l’accaduto e a chiedere se magari lui avesse notizie della sconosciuta Maria. Senza parole, commosso e colpito, il parroco la condusse in Chiesa dove, nell’immagine della Madonna, posta tra i santi Rocco e Michele, le fu facile riconoscere colei alla quale doveva più della sua stessa vita.

Questa è una delle versioni del miracolo di Cigoli, che nella tradizione ha valso all’immagine conservata nella Pieve la devozione popolare e l’appellativo di Madonna dei Bimbi e che ancora oggi Cigoli per questo è al centro di festeggiamenti e processioni nelle domeniche di metà luglio.

Alla Madonna di Cigoli deve sicuramente il nome mia nonna, Maria Assunta, chiamata poi, nonostante l’altezza, per tutti i suoi lunghi anni non ancora finiti, Marina. A Cigoli lei, le sue sorelle e l’unico fratello in vita, frequentarono la scuola elementare, percorrendo un lungo tratto della strada che dalla casa al Molino d’Egola si arrampicava verso il paese.

Le abbiamo un po’ misurate quelle distanze che adesso costano pochi minuti di automobile e allora, con le gambette intirizzite di quei bambini, dovevano essere faticose e lunghe. Abbiamo guardato la bella casa colonica adesso in ristrutturazione dove nacquero mia nonna, le sue sorelle e i suoi fratelli, da dove più tardi la famiglia, di mezzadri, partì per diventare proprietaria di un terreno a San Pierino. Cugine e bis cugine si sono messe alla ricerca di un pezzettino di storia famigliare e ci hanno convocato in una calda sera a mangiare pizza a pezzi sulla terrazza del bar appena sotto la pieve di Cigoli. Posto ventilato anche nell’afosa serata di fine luglio, con il vento che dalla costa sale su per la val d’Egola e risale alle colline di Cigoli, di San Minato a muovere le fronde degli alti platani.

Siamo andate alla casa, ognuna di noi aveva portato un ricordo e una piccola testimonianza. Ecco emergere la figura di Antonio raffigurato in una minuscola foto “l’ho rubata dal cassettone di nonna!” fa mia cugina orgogliosa di offrire a tutti noi l’immagine reale dell’avo comune. Ci legge anche un bigliettino, che mi zio le ha dettato a memoria, imparato nei mille racconti di bambino ”straziato nelle carni accanto alla casa che tanto amava, morto a guerra ormai finita ma vittima di essa”.

Il bis nonno Antonio morì infatti nel 1944, una mina scoppiò sotto il carro che riportava a casa le masserizie della famiglia sfollata. Una bis cugina ci tramanda l’immagine, arrivata dalle memorie della sua nonna, della bis nonna Anna che dall’aia, accanto alle figlie inchiodate dalla paura, sente lo scoppio, intuisce il disastro e vede però in piedi, accanto al carro, con la camicia azzurra, la figura polverosa e atterrita del figlio: “Pietro è salvo!”

Donna forte, intimamente permeata dalla cultura contadina e dalla devozione per i figli, madre a cui era morto il primogenito Mario ancora piccolino, prima ancora di piangere la morte del marito, trova consolazione e motivo di vita, nel fatto che Pietro, l’unico maschio di quella famiglia di femmine, è salvo.

Nonno Antonio, uomo alto e bello, intelligente e volitivo, fu il tributo di sangue e di dolore che la famiglia pagò alla guerra, tanto più doloroso e quasi beffardo perché arrivato nel momento in cui la vita piano piano riprendeva e si ricominciava a sentirsi sicuri.

Di quella morte mio babbo ricorda la disperazione di mia nonna, che pianse il padre tanto amato a lungo negli anni, conservandone una memoria intatta, che dura anche adesso, nella sua lunghissima vita e ricorda l’affanno e l’impotenza dei parenti più lontani come loro, che a causa delle convulsioni di quei giorni (il territorio era minato, i ponti erano distrutti e terribili erano i segni del passaggio della guerra) non riuscirono neppure ad andare al funerale.

E il suo ricordo personale è ancora oggi di rimpianto affettuoso per quel bel settantenne dai modi garbati, che posava gli occhi attenti di nonno su di quel primo nipote, figlio della sua prima figlia. Simpatia che mio padre ragazzino intuiva e della quale andava fiero.

Su nella Pieve, accanto all'anziono parroco di oggi,  abbiamo scorso il registri delle nascite, abbiamo scoperto fratelli e sorelle dei bis nonni, c’è una trisavola, Assunta, di incredibile prolificità, abbiamo visto le mille diramazioni di una famiglia, abbiamo avuto la prova inconfutabile che un fratellino, il piccolo Mario, nacque e morì prima della nascita di mia nonna, la primogenita che adesso, a quasi cento anni, unica sopravvissuta, è ancora memoria vivente di fatti ormai per noi lontanissimi.

Pensavo tornando a casa, dopo gli abbracci e i saluti e le promesse di rincontrarsi, all’importanza della memoria e delle narrazioni, all’importanza di non perdere il mondo da cui veniamo. La vita, per costruirsi a bisogno di tempo, di radici, di racconti, di luoghi e di spazi simbolici. Pensavo che forse, in tanti malanni dell’oggi, ci sia davvero la perdita della genealogia, del ricordo della fatica e dell’impegno che chi è venuto prima ha messo per dare a noi il presente di adesso.

Pensavo anche che questo nostro presente è un dono che non va consumato nell’oggi, ma deve essere amministrato con sapienza e lungimiranza, come fecero loro, per chi verrà dopo di noi. E che noi forse troppo spesso ce lo dimentichiamo.

A presto!




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26 luglio 2009

Donne protagoniste.... ce la faremo?

 Giovedì 23 luglio 2009 presso la Direzione del Pd si è svolta un'assemblea delle donne del Partito Democratico, promossa da Vittoria Franco, reponsabile Pari Opportunità del PD.


"Donne vogliono essere protagoniste e non gregarie"

"Le donne del Pd vogliono essere protagoniste e non gregarie del congresso del Partito Democratico. Per questo verrà presentato al congresso un documento unitario di proposte delle donne e si darà presto avvio alla Conferenza permanente delle donne, prevista dallo statuto, che avrà una portavoce eletta dalle componenti". Lo dice la senatrice Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del Pd, al termine dell'assemblea delle donne del Pd che si è tenuta giovedì 23 luglio 2009 nella sede del Partito. Alla riunione hanno partecipato, tra le altre: Anna Finocchiaro, Livia Turco, Barbara Pollastrini, Maria Pia Garavaglia, Emanuela Baio, Anna Maria Carloni, Anna Serafini, Albertina Soliani, Franca Chiaromonte, Sandra Zampa, Fiorenza Bassoli, Emilia De Biase oltre ad amministratrici e coordinatrici regionali e locali di tutta Italia.

"Propongo alle donne del partito - ha detto dando il via all'incontro Vittoria Franco - un patto di autonomia e di unità, che impegni tutte, indipendentemente dalla scelta congressuale, a restare unite sulla base della condivisone di valori, idee, pratiche politiche, all'insegna dell'autonomia, della libertà e responsabilità, della laicità, della solidarietà, dell'eguaglianza, della democrazia paritaria, dei diritti e del rispetto della dignità delle donne. Questo anno trascorso dalla fondazione del Partito Democratico - ha sottolineato Vittoria Franco, illustrando il documento dal titolo "Per l'autonomia e la dignità delle donne nel Pd e nella società italiana"che sarà tra i materiali congressuali - fa capire che senza un luogo di elaborazione autonoma la forza delle donne non riesce a costruirsi e che la presenza al 50 per cento delle donne nel partito, sancita dallo statuto, pur molto importante, si svuota di senso. Per questo è importante costituire al più presto la Conferenza permanente delle donne, di cui l'ultima direzione ha approvato il regolamento, e partecipare al congresso con un documento unitario di proposte delle donne, a prescindere dagli schieramenti sulle mozioni. Le questioni prioritarie sono: la libertà femminile; la conciliazione e la condivisione, cioè la voglia che le donne hanno di tenere insieme lavoro, carriera famiglia; l'occupazione femminile, soprattutto al Sud; il contrasto alla violenza; la laicità. Si tratta di temi fondamentali su cui si misura, oltre che il Partito Democratico, la possibilità di rilancio del Paese".

Altre informazioni nel sito: http://www.vittoriafranco.it/




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14 luglio 2009

Dalla famiglia

Mi è arrivato una specie di albero genealogico della mia famiglia, per parte di mamma di babbo , la mia nonnetta quasi centenaria. Le cugine e le bis cugine, di cui una che vive in USA, (che bellezza, dà un tocco di completezza al tutto pure i cugini d'America!) hanno lavorato con gli archivi parrocchiali di Cigoli (Toscana) e la proposta di una riunione dei pronipoti.
La trovo una cosa proprio bellina, e ve la racconto, perché la sera quando arrivo stremata non ho voglia di parlare di congresso, di circoscrizione e di lavoro e preferisco pensare più in grande, tipo appunto alla mia meravigliosa famiglia che si dispiega e si ramifica negli anni.........vi racconterò
A presto! (spero)




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1 luglio 2009

Tra caldo e tuoni

Oggi un caldo affricano, una cappa di calore e di umidità, mentre in lontananza borbotta un temporale.. come finirà?
Si stanno insediando i consigli, è un piacere e un sollievo fare una scappatina veloce e vedere i candiati adesso eletti all'opera, salutare i consiglieri e le amiche e gli amici. Delle belle squadre, gente con cui ho condiviso un percorso di partito e di campagna elettorale è adesso alla prova di governo... forza a Matteo, Laura, Gabriele, Valerio, Erika, Alessandra, Federico...... in bocca al lupo a Monica per l'ultima fatica e un saluto speciale ad un caro amico come Mario Tredici che al comune di Livorno assume la prestigiosa delega alla cultura.
E stasera tocca a noi, alla Circoscriizione 1, tra problemi grossi e tanta voglia di fare. Ho un bel gruppo, ho conosciuto gente seria e preparata negli altri partiti della coalizione e anche con gli altri ho apprezzato lo spirito franco e costruttivo.
Vi racconterò tutto, ho avuto proprio poco tempo ultimamente... due cose sul congresso: non mi piace come siamo partiti, non mi piace questa divisione, speriamo serva a chiarirsi, a costruire una leadership forte e autorevole. Sarà scontro vero, speriamo di non farci troppo male.
Devo dire che nell'indecisione delle prime ore ed in attesa di leggere le piattaforme dei candidati, se il filo conduttore della candidatura Franceschini devono essere le posizioni della Sarracchiani... beh starei con Bersani. Non sono per gli apparati, me vedo in un partito radicato e di massa (e che vince le elezioni, vorrà dire qualcosa!) come quello di Livorno alla prova un gruppo di ragazze  e ragazzi che studia, lavora, si impegna con umiltà, pazienza e dedizione. Non sono apparato, sono partito e organizzazione, sono reti e lavoro nei quartieri. Mi devo schierare? Ok, sto con il mio segretario territoriale e con tutto il gruppo dirigente della mia federazione. E a Deborina dico...un po' di umiltà non guasta......
A presto!




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22 giugno 2009

Vendesi casa al mare

 

Il temporale di inizio estate ha graziato il fine settimana glorioso dei livornesi, nel senso che ha permesso un sabato di mare, la finale dei play off e il pieno dispiegarsi dei festeggiamenti post partita per la riconquistata serie A.

Poi nella notte tuoni, fulmini e un bell’acquazzone rinfrancare l’aria e le menti. Così la domenica mattina tutti abbiamo indugiato a letto, e in casa a chiacchere e faccende mentre i figli si stiracchiavano aspettando l’evolversi della giornata. Il figlietto sportivo ha tolto dalla tasca con cura certosina un minuscolo pezzettino di filo bianco e attorcigliato: un pezzettino della rete della porta dei tre goal, trofeo ambito che, saggiamente, ha preferito alle zolle di terra e di erba del prato del Picchi che altri hanno rastrellato sperando, mi immagino, di abbellire giardini e terrazze con quel terreno intriso di labronica gloria.

La situazione metereologica poi ha volto al bello stabile e così ci siamo spinti verso il mare, incoraggiati del sole e dal vento di terra che prometteva abbronzatura senza troppo patì il caldo e bagno in acqua cristallina.

I primi commenti mentre si aprivano gli ombrelloni e si stendevano gli asciugamani sui lettini ancora un po’ gocciolanti di pioggia sono stati tutti per la partita: “Che serata, che partita!” – “Era un pezzo che non si godeva così” – “Oh io l’avevo detto che si vinceva agili”- “Ma cosa dici, avevi una paura che ‘un sei nemmeno venuto allo stadio” “Tanto ti s’è patito steccolo, nel primo tempo con quel pallone maledetto che ‘un ne voleva sapé d’entrà in porta!”

“Sentite qua – fa la vicina di ombrellone – sempre a pensare al calcio, c’è Berlusconi che vende Villa Certosa, dice che ci si è spassionato, con tutta quella gente che gli entra e gli rufola per casa e lo spia. Che si fa, si compra noi?”

“No guarda, nemmeno noi si può comprare” risponde netto il marito “Anche noi siamo gelosi della nostra privacy, metti poi ci spiano e ci vedono mentre si fanno le gabbionate, tutti sudati gocciolanti e ci dicono che siamo rozzi e che poi si gioca anche male.. oh che figura ci si fa? Siamo andati ora ora in A…..”

A presto!




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21 giugno 2009

Guadagnarsi la serie A

 

Fuori si sentono i suoni dei clacson di quella che sarà una lunga notte di festeggiamenti. Il Livorno ha vinto i play off in una grande partita, adesso siamo tornati in serie A. E’ una buona cosa per la città, non risolve i problemi, ma magari ci dà entusiasmo e un pochino di ottimismo.

Oggi pomeriggio finalmente qualche ora al mare, a dispetto delle previsioni da noi c’era un bel sole caldo, con documenti e giornali.

Ormai non si legge altro che dello scandalo che coinvolge il nostro premier, dalle foto alle rivelazioni delle ragazze in un crescendo veramente incredibile. Vi devo dire che io alla fine sono proprio allibita, ci si può allibire no?

Nel senso che io, chiamatemi ingenua, stupida, credulona, non pensavo, non mi immaginavo che con tutti i suoi noti difetti il nostro Berlusconi arrivasse a questo livello. Ma ci pensate che terribile tristezza? Essere ricco sfondato, avere potere, parlare e sedersi al tavolo con i grandi della terra, governare l’Italia, il paese più bello del mondo, la culla della cultura e delle civiltà, avere una bellissima famiglia, figli e nipoti, e ridursi a passare le serate raccontando barzellette, ascoltando Apicella che canta "O sole mio" e pagando le ragazze…….e poi è pure convinto anche che noi lo invidiamo. Invidiamo che? Piuttosto ci fa pena.

Il problema che il suo squallore umano si riflette sul nostro paese e su tutti noi, al punto però che qualcuno, persino tra i suoi fedelissimi, sta cominciando a prendere le distanze.

La questione è grottesca e drammatica.

Allora io qui faccio una riflessione da due soldi, proprio da cittadina comune. Siamo di fronte ad una crisi istituzionale gravissima, il Presidente del Consiglio dei Ministri è incapace di governare, ha dimostrato comportamenti eticamente discutibili, è soggetto a essere ricattato e soprattutto a coinvolgere in una vergogna senza fine le istituzioni confondendo residenze private, personaggi discutibili e affari di stato. Il tutto mentre, secondo le previsioni, 1 milione di posti di lavoro sono a rischio, aumenta la miseria e la disperazione delle famiglie. C’è da dare risposta alle popolazioni terremotate, alle fabbriche in crisi, c’è l’emergenza rifiuti e quella della criminalità.

Da cittadina, di sinistra ma non necessariamente, chiederei al maggiore Partito di opposizione di prepararsi intanto a vincere a man bassa ai ballottaggi e poi a dare battaglia per costruire una alternativa a questo governo e soprattutto a questo Capo del Governo.

Invece al Piddì che si fa? Si pensa al congresso, si contano i candidati, si aprono comitati, si comincia a dire chi sta con chi e chi contro quell’altro, senza peraltro mettere in fila una bozza di documento, uno straccio di piattaforma, una tesi, un elenco di cose da fare, tre idee.

E se invece si confermasse il povero Franceschini magari fino a dopo le regionali (che alla fine siamo a rischio anche in Toscana, Emilia, Umbria), si consolidasse e si radicasse il partito, si costruissero gruppi dirigenti un pochino più solidali, si facesse politica tra la gente (quando si va nei condomini e nei cortili i risultati arrivano, ve lo garantisco) non sarebbe un grande bene? Potremo farci vedere per un pochino di tempo uniti e solidali, per altri sei o sette mesi, facendo politica e costruire una alternativa politica e morale a questo indegno scempio delle nostre istituzioni. E’ proprio un’idea peregrina? 
 

A presto!




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